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Affitti senza pagella verde: supersanzioni in agguato PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 03 Agosto 2010 07:56
Chi vuole dare in affitto un alloggio, in Lombardia ed Emilia Romagna, deve fare i conti, da qualche settimana, con le spese necessarie per dotare l'appartamento del certificato energetico, l'attestato che indica i consumi di un immobile e permette di classificarlo, a seconda dell'efficienza, in categorie di merito da A a G. Dallo scorso 1° luglio, così come accade da tempo in Piemonte, anche in Lombardia ed Emilia Romagna è scattato l'obbligo di allegare ai contratti di locazione l'Ace (l'attestato di certificazione energetica), che deve essere redatto secondo le regole del sistema locale. Il nuovo adempimento si aggiunge, in entrambe le regioni, a quello già in vigore per la compravendita delle unità immobiliari. In Lombardia (come in Piemonte) è inoltre prevista una sanzione monetaria per chi non rispetta le regole. A differenza di quanto accade a livello nazionale, queste tre regioni confermano così di voler procedere sulla propria strada in tema di certificazione in edilizia. Il governo, nonostante fosse previsto in un primo tempo l'obbligo di allegazione dell'Ace ai contratti di affitto e ai rogiti (pena la nullità degli atti), ha fatto retromarcia due anni fa con la legge 133/2008. In Lombardia, come sancito dalla delibera 8745 del dicembre 2008, l'Ace deve essere allegato ai contratti di locazione, di locazione finanziaria e di affitto di azienda (comprensivo di immobili), stipulati o rinnovati a partire dal 1° luglio scorso. Fanno eccezione solo gli affitti di durata inferiore a 30 giorni e che riguardano alloggi di edilizia pubblica. Per chi non rispetta le regole è prevista una sanzione amministrativa da 2.500 a 10mila euro. Simile alla Lombardia, il caso del Piemonte, dove l'obbligo di allegazione è in vigore da ottobre dello scorso anno e dove è prevista una sanzione per i trasgressori da 500 a 5mila euro (nel caso delle compravendite va da mille e 10mila). «Su 74.102 Ace registrati al 7 luglio – spiegano gli uffici, stilando un primo bilancio della situazione – ben 46.368 riguardano passaggi di proprietà di immobili e 16.238 sono relativi a locazioni». Diversa la situazione dell'Emilia Romagna, dove l'obbligo di consegnare all'inquilino l'Ace in copia conforme al momento della stipula del contratto – scattato il 1° luglio – non è supportato da sanzione amministrativa. La regola non vale, inoltre, per i rinnovi e per i contratti non onerosi, come il comodato gratuito. «La regione – spiega Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive, economia verde, piano energetico – ha inteso recepire quanto previsto dalle norme europee. Contemporaneamente, però, per non gravare sui cittadini in un momento di incertezza normativa, non abbiamo ritenuto di prevedere sanzioni». Sull'esempio delle tre regioni del nord, si è infine mossa da pochi mesi la Toscana dove, sulla base della legge 71/2009 (che non ha ancora tutti gli atti attuativi approvati), è previsto l'obbligo di riportare il numero dell'Ace nel contratto di locazione e compravendita, pena il declassamento dell'edificio in categoria G, quella più bassa. Come il governo nazionale, hanno invece fatto retromarcia la Liguria (che, con l'articolo 3 della legge omnibus 42/2008, ha cancellato dalla legge regionale 22/2007 ogni riferimento all'obbligo di allegazione pena la nullità dei contratti) e poi la Valle d'Aosta, che ha rivisto a marzo la propria legge sul rendimento energetico e che, però, non ha ancora un sistema locale operativo. Sul territorio della Riviera vige un generico obbligo di dotare la casa di Ace all'atto di compravendita e locazione: ma la nuova giunta potrebbe, a breve, introdurre una sanzione amministrativa. Infine nelle province di Trento e Bolzano non c'è obbligo diverso da quello nazionale. In Alto Adige non è contemplata la certificazione per le singole unità e la targa Casa Clima viene rilasciata solo per interi edifici. In provincia di Trento, dove il sistema locale degli attestati ha debuttato il 14 luglio, l'amministrazione ha stabilito che per il momento il certificato "trentino" riguarderà solo i fabbricati nuovi e ristrutturati.
 

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